LABORATORI TEMATICI

Alla ricerca di nuove forme organizzative a supporto delle nostre strategie

Interloquire con successo con il variegato universo di persone che ha partecipato alle nostre attività pubbliche in particolare nel 2018, richiede la ricerca di nuove forme organizzative caratterizzate da un considerevole tasso di innovazione . E questo poiché la variabile critica non è tanto la dimensione quantitativa di questo universo, pure importante in quanto stimato in oltre duemila persone, ma le attese di un universo che riteniamo di poter considerare qualificato. Attese alte, dunque, che, come tali, non possiamo disattendere. Pertanto dobbiamo essere capaci di adottare un approccio euristico che ci consenta di sforzarci nello studiare e sperimentare formule organizzative non convenzionali, da condividere con questo universo nei modi, nei linguaggi, nei tempi e soprattutto nei fini.

I Laboratori Tematici

Il Laboratorio Tematico è un luogo  organizzativo “leggero” nel quale alcune tra le persone che hanno partecipato alle nostre iniziative nel 2018 si incontrano e si dichiarano interessate ad approfondire un TEMA interno alle strategie per la salvaguardia e per il recupero del Casale della Cervelletta. Un recupero che ne consenta la destinazione ad un uso socioculturale ed ecosostenibile, con la prospettiva di riproporne il ruolo storico di motore di sviluppo del territorio.

A ridosso di alcuni di questi incontri, alle persone che confermeranno interesse per i contenuti preventivamente individuati e/o da individuare, sarà proposto di sperimentare con noi l’utilizzo dei Laboratori Tematici nei quali sviluppare tutti gli approfondimenti connessi con i contenuti trattati e/o da trattare negli Incontri Seminariali.

Spazio e ruolo dei Laboratori Tematici

Ad un Laboratorio Tematico partecipano da tre a cinque persone, se necessario coordinate da un “Tutor”, con il fine di agire per far emergere l’attenzione operativa nei confronti di quei contenuti preventivamente considerati come eminentemente strategici, e che per questo sono stati oggetto della trattazione svolta dagli esperti nell’ambito negli Incontri programmati e/o realizzati.

In tal modo i Laboratori Tematici vengono immediatamente a contatto con le tematiche principali e con le loro subordinate. Si tratta di tematiche che insieme costituiscono il “cuore strategico” delle nostre ipotesi progettuali sul futuro della Cervelletta, e che in parte sono state oggetto di conferenze e incontri realizzati nel periodo 2017 – 2018. Dal lavoro dei Laboratori Tematici possono emergere anche suggestioni utili al miglioramento dello sviluppo organizzativo di “Uniti per la Cervelletta”.

Nel Laboratorio Tematico è possibile far interagire persone con conoscenze, saperi, competenze ed esperienze acquisite nei Sistemi dell’Istruzione e della Formazione, nei luoghi di lavoro, nelle professioni e nel tempo libero. Si tratta di un know how teorico ed esperienziale che nella fattispecie sarà ulteriormente arricchito nell’interscambio con esperti interni ed esterni, resisi disponibili ad interagire con noi e con i nostri Laboratori.

Vada sé che le sperimentazioni dei Laboratori saranno oggetto di una costante azione di monitoraggio per apportare tutti gli aggiustamenti considerati più opportuni, che le pratiche operative suggeriranno di adottare al fine di conseguire i risultati attesi.

CAMPAGNA DI RILIEVI TRIDIMENSIONALI FINALIZZATA ALLA IDENTIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI URGENTI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL CASALE DELLA CERVELLETTA

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Il Complesso Monumentale della Cervelletta[1] sorge alla periferia est di Roma ed ha una notevole rilevanza, storica, culturale ed artistica. Il complesso fortificato, che incorpora la Torre del  XIII secolo, nel 1628 fu di proprietà di Scipione Borghese.

Alla fine dell’800 l’agronomo Cerletti vi realizzò un importante intervento di bonifica, il Prof. Celli vi istituì la prima stazione sanitaria contro la malaria e Anna Fraentzel, sua consorte, promosse l’istituzione delle prime scuole contadine.

Dopo la seconda guerra mondiale la Cervelletta fu venduta a due finanziarie edili. Negli anni ’80, dopo una lunga lotta contro la speculazione edilizia, ci fu l’istituzione del “Parco della Cervelletta”.

Nel 1997 il Parco fu inserito nella Riserva Naturale della “Valle dell’Aniene, gestita dall’Ente Regionale RomaNatura.

Nel 2001 la Cervelletta divenne proprietà del Comune di Roma ma da allora, purtroppo, non è mai stata oggetto di manutenzione ed il Casale è andato così progressivamente degradando. Oggi il Casale è interdetto al pubblico per possibili crolli dopo un veloce e “sommario” sopralluogo[2] da parte delle Autorità.

Il Coordinamento di Associazioni e Cittadini “Uniti per la Cervelletta” da anni sensibilizza la collettività promuovendo il restauro del Complesso Monumentale, prima che sia troppo tardi.

Il Complesso può e deve tornare a svolgere il ruolo propulsore avuto in passato individuando spazi che possono essere utilizzati come luoghi della memoria, di promozione sociale, ma anche di innovazione, sviluppo e formazione nel mondo della trasformazione digitale applicata alla Cultura, all’Ambiente ed al Turismo.

Tra le recenti iniziative dell’Associazione, ricordiamo: i successi della manifestazione del “Cinema in Piazza” presso l’arena antistante il Casale che ha registrato, per i ragazzi del Cinema America, la presenza complessiva di circa 25.000 spettatori e per “Uniti per la Cervelletta” la raccolta di migliaia di firme per il FAI “I Luoghi del Cuore”[3]. La campagna di conferenze Vicende e personaggi che hanno reso unico il Casale della Cervelletta” finalizzata a ricordare l’importanza avuta dal Casale nel passato e rigenerare una visione per il suo futuro.

Alla Regione Lazio abbiamo proposto il Progetto “Ripartiamo dalla Cervelletta”, iniziativa che ha registrato l’interesse ed il coinvolgimento di RomaNatura. I nuovi servizi, tecnologicamente all’avanguardia, faciliteranno la protezione e fruizione in generale dei Beni Comuni e, in particolare, saranno sperimentati nella Cervelletta e nel suo Parco, con il supporto dell’Ente.

LO SVILUPPO DELLA PROPOSTA PROGETTUALE

La proposta nasce dal pubblico dibattito seguito, in particolare, a due delle conferenze del ciclo proposto da “Uniti per la Cervelletta”:

  1. “CARATTERI E CONSERVAZIONE DEL CASALE DELLA CERVELLETTA[4] che presentava uno studio effettuato per conto della Facoltà di Architettura dell’Università Roma 1,
  2. “RIQUALIFICAZIONE DEL CASALE DELLA CERVELLETTA[5], che presentava uno studio effettuato per conto della Facoltà di Architettura dell’Università Roma 3.

I Relatori, preso atto della situazione critica del Casale, hanno manifestato la disponibilità a contribuire fattivamente all’individuazione di un possibile percorso del suo recupero, relativamente alla fase di messa in sicurezza di parte dello stesso (vedi riquadro in giallo)[6].  

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“Uniti per la Cervelletta” (Referenti Giancarlo Cosenza, Elio Romano), la Società Leica Geosystem S.p.A.[7] (Referente Arch. Valentina Albano),  il prof. Michele Zampilli e la prof.ssa Francesca Geremia della Facoltà di Architettura dell’Università Roma 3 e le Arch. Flavia Camagni, Marta Giambrone e Elena Grassini, hanno costituito un Gruppo di Lavoro congiunto che propone al Comune di Roma di effettuare, senza oneri per l’Amministrazione, una campagna, tecnologicamente all’avanguardia, di acquisizione dati 3D sul Casale della Cervelletta e il successivo studio dei risultati.

Dette attività consentiranno, attraverso le nuove acquisizioni, ed usufruendo degli studi effettuati in passato, la redazione di una Relazione Tecnica di carattere generale, con l’obiettivo di verificare lo stato di effettiva pericolosità degli stabili e di descrivere gli interventi essenziali necessari alla messa in sicurezza degli stessi, al fine di renderli di nuovo accessibili, anche se per la sola parte identificata nel riquadro in giallo

La Prima Fase della attività sarà dedicata alla campagna di acquisizione 3D del Casale della Cervelletta, limitatamente alla sua porzione più significativa (vedi riquadro in giallo), l’acquisizione sarà principalmente basata sulle tecnologie laser scanner. L’attività di acquisizione dei dati sarà svolta dalla Società Leica Geosystem S.p.A.. Uniti per la Cervelletta renderà disponibile un sistema Drone in grado di acquisire delle immagini aeree tali da consentire almeno una ispezione visiva efficace delle parti esterne, critiche, del Casale.

La Seconda Fase consisterà nella analisi e valutazione dei dati acquisiti ad opera del Personale Accademico e Professionale e si completerà con la redazione della Relazione Tecnica.

Un Convegno Pubblico completerà l’iniziativa e i risultati delle suddette attività saranno presentati al pubblico ed alle Istituzioni coinvolte.

 Le Amministrazioni competenti del Comune di Roma e del IV Municipio, destinatarie dei risultati finali dell’attività, potranno utilizzarli, sperabilmente, in sede di pianificazione degli interventi futuri.

I Proponenti chiedono alle Amministrazioni la possibilità di accedere ai locali del Casale e la documentazione sugli interventi urgenti di manutenzione e messa in sicurezza, ipotizzati negli anni[8] passati.

L’Attività è offerta senza oneri per l’Amministrazione, ciascun Partecipante si farà carico delle propria parte dei costi e ne sarà responsabile. L’attività si completerà entro circa 3 mesi.

 

[1] Su iniziativa di Italia Nostra  e di Uniti per la Cervelletta è stato avviato l’iter per il riconoscimento dello status di “Complesso Monumentale” per il complesso della Cervelletta (DL 42/2004)

[2] Verbale n.40 del 16/11/2017 Prot. N. QN 171547 Commissione per la Verifica delle Condizioni Statiche degli Edifici Comunali

[3] fino al 30/11/2018 è possibile firmare anche on line all’indirizzo https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-un-luogo?search=cervelletta

[4] lo scorso 26 Maggio 2018 le Arch. Flavia Camagni, Marta Giambrone ed Elena Grassini sono state relatrici della Conferenza

[5] lo scorso 6 Luglio 2018  il Prof. Michele Zampilli è stato relatore della conferenza presentando lo studio da lui coordinato insieme alla Prof.ssa Francesca Geremia.

[6] Area Oggetto della Campagna di Acquisizione Dati 3D (vedi riquadri in giallo)  includerà almeno la torre del 1200 ed il Casale gentilizio del complesso (locali interni ed esterni)

[7] La società Leica Geosystem SpA è leader nel settore delle tecnologie di misurazione e di informazione per i professionisti di tutto il mondo. Grazie a strumentazioni precise e accurate, software sofisticati e servizi affidabili, la Leica Geosystems fornisce un valore aggiunto ai professionisti di vari settori, tra cui il rilievo e l’ingegneria, l’edilizia e le costruzioni pesanti, la sicurezza e la protezione

[8] Rif.  Progetto preliminare di cui alla lettera del 26/10/2016 Prot. N. RI/28113  della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Attività previste nel 2019

Programma (in fieri)

1. Cicli di Incontri tenuti da esperti, accademici, rappresentanti delle Istituzioni presso La Biblioteca Vaccheria Nardi – Via delle Grotte di Gregna 27:

  • 29 marzo 2019 “Prima della Cervelletta – Colloqui di archeologia”;
  • 27 aprile 2019 “Le scuole contadine”;
  • 24 maggio 2019 “Economia della Cervelletta”;
  • 22 giugno 2019 “Bestie della Cervelletta”;
  • 19 luglio 2019 “Gente del Casale”

2. Attenzione alle nuove opportunità  (Fondo Ambiente Italiano bandi regionali, fondi comunitari, ecc.)

3. Partecipazione al Good Deeds DayInsieme per il Bene Comune con le seguenti iniziative:

  • Venerdì 5 Aprile 2019 a Tor Sapienza – Sabato 6 Aprile 2019 a Colli Aniene
  • Domenica 7 Aprile 2019, presenza con Stand al Circo Massimo insieme ad altre 100 Associazioni

4. Costruzione e partecipazione ad eventi

5. Organizzazione e supporto per visite guidate

6. Attività di informazione e promozione

OGNI ATTIVITÀ SARA PRECEDUTA DA UNA STRUTTURATA NOTA DI PRESENTAZIONE

Per eventuale esigenze di approfondimento potete far riferimento a: coordinamentocervelletta@gmail.com

Sarà nostra cura contattarvi per tempo a strettissimo giro ai vostri indirizzi mail, o altro da voi indicato

Rassegna stampa 2017

Articoli pubblicati nel 2017 sulla Cervelletta:

Da ColliAniene.org:

 

Da Abitare a Roma:

15 Aprile 2018 – GOOD DEEDS DAY ALLA CERVELLETTA

Articolo tratto da ColliAniene.org – Forografie a cura dello staff del Goods Deeds Day

Partecipare al Good Deeds Day (ndr: Insieme per il bene comune) per una associazione è sempre un onore e un impegno di rilievo. Il Coordinamento Uniti per la Cervelletta aveva già partecipato all’appuntamento del 2016 presentando il proprio Bene Comune al Circo Massimo con uno stand: uno striscione, abbondante materiale informativo, adesivi, un video per rappresentare il casale fortificato in un ultimo lembo di agro romano, tra Colli Aniene e Tor Cervara. Solo una pioggia battente per tutto il giorno aveva limitato il buon risultato.
Anche nell’edizione 2018 Uniti per la Cervelletta ha accolto l’invito a partecipare al Good Deeds Day, la manifestazione internazionale nata per diffondere la solidarietà e la pratica delle “buone azioni” che vede rappresentate tante associazioni romane.
Per l’occasione è stata allestita ed inaugurata una mostra di 18 pannelli esposti (grazie anche al contributo della Sogester) nei portici della via centrale di Colli Aniene.
La mostra racconta la vita del Casale medievale del 1600, della sua torre (del 1200) e delle importanti presenze (A. Celli, A. Fraentzel, G.B. Cerletti) che hanno attraversato la sua storia; ma riporta anche della noncuranza delle Istituzioni che dal 2001 sono proprietari dell’area, delle battaglie e delle proposte dei cittadini.
Una mostra che sarà itinerante nella Tiburtina, a Tor Sapienza e nella città.
I contenuti esposti hanno suscitato apprezzamento e condivisione dei tanti cittadini che domenica 15 aprile, dalle 10 alle 13, hanno visto l’esposizione. Una positiva occasione di informazione, di promozione e di confronto: le iscrizioni e la condivisione del percorso sociale e culturale proposto dal Comitato rappresentano al meglio il risultato dell’iniziativa.

La contemporanea presenza di organizzatori del Good Deeds Day ha impreziosito e valorizzato questa bella giornata rivolta a sottolineare le ragioni e l’impegno di quanti tra i cittadini cercano di rendere più bella e vivibile questa nostra città.

E ai molti cittadini che nel pomeriggio hanno partecipato alla passeggiata al Casale della Cervelletta la magia del luogo (la Riserva Naturale del Parco dell’Aniene) e l’imponenza del Casale hanno regalato un sogno: salvare un angolo di bellezza e di tranquillità.

Rassegna stampa 2016

Articoli pubblicati nel 2016 sulla Cervelletta:

Da ColliAniene.org:

 

Da Abitare a Roma:

Rassegna stampa 2015

Articoli pubblicati nel 2015 sulla Cervelletta:

Da ColliAniene.org:

Da Abitare a Roma:

 

Cervelletta contemporanea

La Cervelletta (straordinario Parco Naturale e complesso monumentale con Torre del 1200 e Casale gentilizio della seconda metà del cinquecento e della prima metà del seicento, con annesso Borgo Rurale) è diventato patrimonio pubblico della Regione Lazio-Roma Natura e del Comune di Roma (1997/2001), in seguito alle lotte dei cittadini, prevalentemente di Colli Aniene.
Nel corso del tempo è diventata una pagina buia di storia, di cui le Amministrazioni comunali e regionali debbono prendere atto.
Gli aspetti che sono necessari da prendere in considerazione, sono quattro:
1) Il complesso monumentale del Casale con la sua splendida Torre;
2) Le terre circostanti inserite nella Riserva Naturale Valle dell’Aniene (620 ettari);
3) Il “Rimessino” e l’ipotesi di costruirvi un “albergo diffuso” nel rispetto delle planimetrie originarie;
4) I finanziamenti
Le pagine più ambigue e brutte sono state scritte a proposito della colpevole indifferenza dimostrata nei confronti del dovere costituzionale di tutelare i Beni artistico-culturali e paesaggistici che solo i cittadini assicuravano con costanza ed impegno e chiedevano insistentemente ma inutilmente agli amministratori di rispettare. Fatta eccezione di un intervento inadeguato e decisamente poco efficace effettuato durante la consigliatura Veltroni, il Comune si è, colpevolmente, disinteressato del Bene.
I cittadini sono stati sistematicamente ingannati, con solenni promesse “elettorali” da amministratori, deputati e senatori. Ogni anno si prometteva uno, due o tre milioni di euro per il restauro (ne occorrono almeno dieci!) che non sono mai arrivati.
Il grave degrado in cui versa attualmente la Cervelletta sicuramente si sarebbe potuto evitare, se l’amministrazione fosse intervenuta gradualmente con piccole somme, anno dopo anno, come suggerivano i cittadini.
Quando la Comunità Europea ha stanziato due milioni di euro per finanziare “l’albergo diffuso”, i soldi sono stati restituiti, per incuria, dalla Regione Lazio- Roma Natura.
L’ultima promessa truffaldina che risale a circa un anno e mezzo fa, è stata fatta, in nostra presenza, negli uffici dell’Assessorato del Patrimonio del Comune, da funzionari comunali, di 3.800.000,00 euro per il restauro, con inizio dei lavori alla fine del 2014.
Circa quattro anni fa un’altra delusione: una somma di 250.000,00 euro, misteriosamente “trovata” dalla dott.ssa Forte, era legata esclusivamente al restauro della Cervelletta.
Si chiede che fine abbia fatto anche questa cifra irrisoria.
A proposito del Bando per l’assegnazione delle terre in seguito a nostre precise e circostanziate indicazioni, il vice-sindaco Nieri provvedeva a sospendere tutto a causa delle periodiche e devastanti esondazioni dell’Aniene, del grande collettore di Roma Est e della rete fognaria di Colli Aniene. Dopo le dimissioni di Nieri, però, il Bando veniva riaperto e le terre assegnate.
Questa operazione tagliava una sezione importantissima della Riserva Naturale, che, come le altre tredici fanno di Roma una delle città più verdi d’Europa e che sono state volute e difese con strenue lotte dai cittadini.

Evidentemente l’intenzione dell’amministrazione era, è, e, purtroppo sarà quella di privatizzare tutto; in questo caso cacciare dalle abitazioni del Borgo Rurale in cui erano nati, i vecchi contadini della Cervelletta.
Comunque, in alternativa, i cittadini, tra molti altri progetti, proponevano, inutilmente, come sempre, al Comune l’assegnazione di una casa ai vecchi contadini e la trasformazione del Borgo e del Casale in una “cittadella” dell’artigianato artistico con un grande polo museale all’interno del Casale, che coinvolgesse anche tutti i Comuni della Valle dell’Aniene e che prevedesse un congruo finanziamento dalla Comunità Europea.
Tutto inutile.
Un po’ così muore l’impegno dei cittadini per la miopia ideale e culturale dei politici e degli amministratori.

Storia antica della Cervelletta

Il Parco della Cervelletta si trova nella valle dell’Aniene, in un’area delimitata dalla via Tiburtina e dalla via Collatina, estesa circa 9 km quadrati e di notevole interesse naturalistico, storico ed archeologico. La sua formazione geologica risale a più di trecentomila anni fa, quando il Vulcano Laziale, ossia il complesso dei Colli Albani, un tempo vulcano attivo, nella sua fase eruttiva invase il bacino dell’Aniene, colmando le depressioni vallive. Nel successivo periodo di erosione e di escavazione del tufo depositatosi, il territorio assunse il suo nuovo aspetto, caratterizzato da un’ampia valle fluviale con zone di impaludamento e di basse colline tufacee. L’origine vulcanica del terreno è testimoniata dagli imponenti giacimenti di tufo lungo il corso dell’Aniene, sfruttati fin dall’epoca romana. La prima fase di popolamento della zona risale a circa duecentomila anni fa, al termine della glaciazione rissiana. L’ambiente, particolarmente umido per la presenza dell’Aniene e delle paludi, era costituito da boschi di querce ed era popolato da numerosi animali come l’elefante (sono state rinvenute trenta zanne, alcune lunghe più di tre metri) , l’ippopotamo, il rinoceronte, il cervo, il cavallo, il cinghiale ed alcuni uccelli acquatici, ma soprattutto sono stati rinvenuti resti riferibili all’uomo pre-neandertaliano, una forma arcaica di homo sapiens. I più importanti siti preistorici sono stati ritrovati nelle zone di Ponte Mammolo, Ripa Mammea, Casal De’ Pazzi e fanno riferimento a sparuti gruppi di uomini che non si insediarono stabilmente nella zona, ma che si spostavano in piccoli gruppi (nomadi, cacciatori-raccoglitori) seguendo i percorsi naturali lungo i crinali dei colli. Più tardi, nel XIV sec.a.c., impararono ad attraversare le colline, i corsi d’acqua, a spostarsi lungo rotte più brevi per trasferire le greggi dai monti dell’Abruzzo al Mar Tirreno e per scambiare i prodotti. Per secoli, dunque, la valle dell’Aniene fu percorsa da rotte di transumanza e antichi tratturi sono stati riutilizzati più tardi, in età romana, per la costruzione della via Tiburtina e della via Collatina. I primi abitati proto-urbani sorsero nell’VIII secolo a.C.: Coenina, presso La Rustica e Collatia. Coenina sorgeva in una zona intermedia tra Roma (che allora si stava formando) e Gabii, lungo una via di comunicazione con la Campania. Essa era un importante centro commerciale come attestano anche i corredi funebri rinvenuti nelle necropoli che documentano un tenore di vita ricco ed elegante. Parallelamente all’esapandersi di Roma, entrò in conflitto con essa: la leggenda, infatti, ricorda i Caeninenses, i Crustumini e gli Antemnati come gli abitanti di quei villaggi prossimi a Roma che insieme ai Sabini furono coinvolti nel celebre “Ratto”. L’acropoli di Collatia, invece, sorgeva presso l’Aniene su uno sperone tufaceo oggi occupato dal castello medievale di Lunghezza. Secondo la tradizione, l’epoca repubblicana di Roma, si apre con il suicidio di Lucrezia che si sarebbe tolta la vita proprio in questa zona. La leggenda ricorda, infatti, che Lucrezia si uccise in seguito al disonore causatole da un figlio di Tarquinio il Superbo e per vendicarsi suo marito, Lucio Tarquinio Collatino, sollevò il popolo contro il re etrusco e lo costrinse a rifugiarsi a Cerveteri. Così, nel 509 a.C., Roma divenne una repubblica. Nel secolo successivo si andò sempre più affermando l’egemonia di Roma che procedette alla monopolizzazione dei traffici commerciali che avevano alimentato gli insediamenti arcaici lungo l’Aniene. A causa di ciò l’abitato di Caenina perse la sua importanza, mentre Collatia divenne un semplice luogo di villeggiatura. L’espansione romana non fu solo di tipo commerciale, ma anche militare, quindi furono costruite grandi strade che collegavano i vari nuclei assoggettati. Fra queste la Tiburtina, che univa la città con Tibur, l’odierna Tivoli e la Collatina, che appunto conduceva a Collatia, oggi Lunghezza. Con ogni probabilità nella prima età repubblicana fu costruito un ponte di legno che attraversava l’Aniene, ma solo in età tardo-repubblicana assistiamo alla costruzione di un solido ponte in pietra, l’antico Ponte Mammolo. In quest’epoca l’organizzazione territoriale sembra ormai gravitare attorno alle due strade principali. Fra la Tiburtina e la Collatina sorse una rete di diverticoli, strade secondarie, all’interno della quale il territorio si frazionò in numerosi possedimenti fondiari: il cossidetto”fundus” repubblicano.
Diversi saggi di scavo, effettuati tra il 1980 ed il 1982, hanno riportato alla luce nella zona di Ripa Mammea i resti di una grande villa sull’Aniene, a carattere residenziale, dotata di terrazzamenti e di un approdo fluviale per l’attracco delle barche sulle quali veniva caricato il tufo delle vicine cave di Ponte Mammolo. Si presume che il ponte di Ripa Mammea derivi dall’esistenza, in età romana, di queste imponenti strutture di pietra: “Mammea” sarebbe, infatti, una variazione popolare di “Marmorea”. In età imperiale assistiamo ad un notevole aumento degli insediamenti nella zona e ad una conseguente crescita del sistema stradale secondario che, in epoca repubblicana, era sorto tra la Tiburtina e la Collatina. Le strade secondarie, come quelle maggiori, vengono lastricate ed alberate. Uno dei diverticoli, staccatosi dalla Tiburtina all’altezza di Ponte Mammolo, attraversava l’odierna Colli Aniene e si arrampicava sul poggio della Cervelletta per arrivare fino alla Collatina ed alla Prenestina. Attualmente nei pressi del casale sono ancora visibili alcuni basoli del suo lastricato, che oggi compongono il muretto a destra dell’ingresso principale, dal quale si può avere una visione sull’intera valle sottostante. In quest’epoca cominciano a sorgere in questa zona delle vere residenze di campagna della nobiltà romana e si comincia ad affiancare all’agricoltura il commercio di generi voluttuari con la città. In seguito alle numerose opere di bonifica, che vennero effettuate a partire dall’età imperiale, il suolo divenne fertilissimo ed adatto ad ogni genere di cultura e di pascolo. Il paesaggio tutto a basse colline, doveva presentarsi come una tranquilla distesa di orti, frutteti, pascoli, boschi, ville e fattorie. Senza dubbio il monumento romano più importante della zona è l’antico Ponte Mammolo che fu costruito in età repubblicana e subì numerosi rimaneggiamenti durante l’impero. Forse per questo, quando nel III sec. d.C. il Ponte fu restaurato dall’imperatore Alessandro Severo, gli fu dato il nome di Mammolo (dal nome della madre di Alessandro, Giulia Mammea). Un’altra ipotesi invece vuole che “Mammeus”, analogamente a Ripa Mammea, derivi dall’aggettivo “Marmoreus”. Un altro importante monumento dell’età augustea è l’acquedotto Vergine (Aquae Virgo). Il suo percorso sotterraneo tocca le località di Tor Sapienza, Bocca di Leone e Gottifredi. L’opera fu progettata da Agrippa, braccio destro di Augusto e fu inaugarata il 9 giugno dell’anno 19 a.C. e, secondo leggenda, deve il suo nome ad una vergine che avrebbe rivelato il luogo della sorgente.